Dentice pescato dalla spiaggia, aveva mangiato un piccolo pesce che a sua volta aveva abboccato su amo del tre barra zero

Video di pesca dalla spiaggia in Corsica: una delle catture che ricorderò tutta la vita, un dentice ha abboccato durante il recupero di un pesciolino vivo

Spinto dal forte desiderio di voler pescare il pesce dei miei sogni, ho cercato sul web per trovare delle spiagge profonde. Ero ben consapevole che solo nelle spiagge ad alto digrado avrei potuto insidiare il pesce dei miei sogni ovvero il dentice. Per catturarlo lanciando da riva. Fra tutte le spiagge che trovavo, i maggiori indizi mi portavano verso la Corsica. Laggiù, a 1600 km da casa mia, e dalla mia Sicilia, avrei avuto maggiori chances di fare belle pescate e di ferrare magari un Dentex dentex. Ho letto che in quelle spiagge, diversi pescatori si erano riusciti ad imbattere in catture come dentici, corvine, ombrine, cernie, grosse orate e saraghi. Era quello il posto giusto! Dovevo riuscire a trovare la giusta compagnia per poterci andare, e provare finalmente a catturare il mio sogno. Anche nella nostra Penisola ci sono le spiagge profonde, non tante devo dire, ma raramente regalano grandi pesci, salvo casi miracolosi. Non avevo scelta… ed ho scelto una trasferta impegnativa ma entusiasmante! Un giorno, trovandomi in compagnia di Fabrizio Gisarella, caro amico e articolista di questa rivista, parlando del più e del meno, mi disse che anche lui era spinto dal desiderio di andare a pescare in trasferta e su spiagge profonde. Nelle nostre zone le spiagge sono basse: possono sempre regalare catture pregiate ma non dentici, pesci che amano l’acqua “alta”. Il dentice dalla spiaggia fa gola alla maggior parte di noi pescatori ambiziosi e, l’avete capito, era il mio pallino. Così, nei giorni a seguire, siamo riusciti a coinvolgere altri amici e ci siamo divisi i compiti per organizzare la partenza. Con l’euforia alle stelle, tutti noi non vedevamo l’ora che arrivasse il mese di novembre, speranzosi che in quel periodo avremmo potuto trovare sull’Isola, qualche giornata ventosa che avrebbe permesso di fare del surf casting. Con la speranza che tutti o qualcuno avrebbe potuto strappare alle acque della mareggiata una grossa preda, magari un’ombrina o una spigola da infarto. Il pallino del dentice però era sempre nella mia testa. Le cose poi non sono andate come speravamo, dal punto di vista del meteo. Come si può vedere dalle foto, siamo arrivati in Corsica, al residence Les Galets, in una settimana di alta pressione ed assenza di vento. Il mare era talmente calmo da sembrare estate. Un novembre molto bello dal punto di vista meteorologico ma che non metteva le basi giuste per fare surf casting. A quel punto le nostre speranze di catturare bei pesci andavano svanendo un giorno dopo l’altro. Pur pescando ogni giorno su posti diversi, da nord a sud, da est a ovest della Corsica, mai avevamo catturato pesci degni nota. Per carità facevamo belle pescate, lanciavamo una gran quantità di esche in acqua e prendevamo pagelli, piccoli dentici, oratelle, saraghi di media stazza e grosse murene. La gran parte di queste catture però era “da rilascio” e, giustamente, ritornava in acqua appena era stata presa. Al rientro nell’appartamento del residence Les Galets, ognuno diceva la sua su come cercare di prendere qualche grosso pesce in giorno successivo. Un pochino di delusione c’era, consapevoli anche dei tanti sfotto’ che avremmo preso dai nostri amici, vedendoci ritornare in Sicilia “a mani vuote”. Dalla splendida Isola che al 90% dei casi regala belle catture, non volevamo tornare senza il pesce da ricordare. Eppure quel sogno si allontanava sempre di più. Mancavano solo due giorni prima di ripartire per la Sicilia. Avevamo già in mente di ripercorrere al contrario quel lungo viaggio un viaggio di tredici ore di pulmino, da Siracusa fino a Livorno, e di altre quattro ore di nave per raggiungere Bastia che dista 30 km da Saint Florent. Prima di quel viaggio lungo e faticoso però avremmo giocato tutte le carte del mazzo! Parlando, parlando, abbiamo deciso di dedicare i nostri ultimi due giorni in Corsica pescando solo sulla spiaggia profonda dell’Argentella. Come per dire: “O la va o la spacca”. Ci saremo concentrati proprio su quell’arenile ciottoloso vicino a Calvì, una spiaggia lunga circa un chilometro. I ciottoli della rena aprono a un gradino di risacca profondo circa tre metri. Tanta acqua! Arrivati sulla spiaggia dell’Argentella abbiamo iniziato il montaggio della nostra attrezzatura. Quasi tutti abbiamo adoperato attrezzatura di spessore: canne potenti, ami sostenuti e fili robusti. Le esche ovviamente erano altrettanto selettive, come seppie, calamari, cannolicchi; i vermi li usavamo solo per cercare di “fare il vivo”, da poter utilizzare per la pesca a teleferica. L’obbiettivo era il dentice. Non avevamo tante alternative se non la cernia o la ricciola. Potevamo pescare il dentice col vivo, o grazie a grossi inneschi di cannolicchio o di seppia, addirittura lanciata intera, a volte. Anche io, finisco di montare le mie Surfitaly Gibilterra e la nuova Mitica 225 e lancio le esche in acqua. Una canna la posiziono sui primi 35 metri, col cannolicchio su un amo del 3/0 e mini-trave; l’altra canna, con l’americano, la lancio più distante; sarà questa canna ad aiutarmi a pescare un pesciolino da innescare poi sulla teleferica, come vi dicevo poco prima. Passa poco e la Mitica segnala un’abboccata. Il movimento si ripete. Sono delle piccole tocche sulla vetta, proprio sull’innesco del cannolicchio. Questo un po’ mi infastidisce perché quel piccolo pesce avrebbe rovinato tutto l’innesco. Prendo la canna in mano e decido di recuperare una decina di metri per fargli smettere di mangiare quel bel boccone corposo. Dopo pochi attimi quel pesce, imperterrito, continua a banchettare a mie spese. Decido allora di ferrare e tirare su (poi avrei rifatto l’innesco e rilanciato). Percepisco le sue tocche e quando ferro, sento che è incannato. È strano perché sto usando un amo del 3/0 e quel pesce non è molto grande. Inizio a recuperarlo lentamente. So di sfruttare il fatto di avere un pesce vivo in acqua e di averlo su un buon amo, grande e robusto, ma lo sto recuperando pensando di poterlo mettere nel secchio per innescarlo vivo. So di poter sperare che se il mio pesce adesso sia attaccato avrei la possibilità di ferrare anche il predatore ma è un’ipotesi remota. Recupero piano piano. Recupero e… a un certo punto, a quasi 15 metri da me un forte strattone mi porta quasi via la canna dalle mani! D’istinto ferro! Tiro a me la canna in maniera molto decisa e sento che il pesce è rimasto agganciato. Sono incredulo ma riprendo subito posizione e inizio un combattimento mozza fiato. Lo vedete anche voi nel video a margine. Anche se non stiamo pescando a mare mosso, questo combattimento è il più bello che avevo mai provato con una canna da surfcasting in vita mia. E che canna! La Mitica 225 dà prova di una riserva di potenza più che rassicurante e mi dà un senso di sicurezza totale. L’emozione è fortissima. Il pesce fa delle belle partenze e testate fortissime. Nella mia testa si materializza il sogno del dentice ma io accantono questo pensiero e mi concentro su cosa adesso devo fare, manovrando delicatamente l’attrezzatura, calibrando la mia forza e i miei movimenti sui ciottoli dell’Argentella per evitare che il pesce, sotto il gradino profondo, possa riuscire a liberarsi.

I ragazzi sono tutti accanto me: Orazio, Paolo, Sebastiano, Marco e Fabrizio che riprende la scena. Tutti con gli occhi spalancati nel vedere e nel sentire le fughe che non si avvertono soltanto dalla vetta che si piega in modo spettacolare ma anche dallo sfrizionare del mulinello: è come ascoltare musica per tutti noi! Il momento della cattura è davvero carico di apprensione ed emozione. Guardate il video. Ogni parola per commentare queste emozioni non potrebbe descriverle mai alla perfezione. Quel giorno e quella cattura rimarranno fra i ricordi più belli ed esclusivi della mia vita, così come quell’urlo di vittoria che è uscito spontaneo con tutta la forza che mi era rimasta nel corpo e che mi ha abbassato la voce per più d’un giorno. Questo è il bello della pesca. Questi sono gli appagamenti di tutti i nostri sacrifici. Poco importa se avvengono in maniera fortunosa o meno, l’importante è provarci sempre perché se sarete sempre determinati e volete veramente catturare il pesce della vostra vita dovete pescarci con convinzione. Io dico: credeteci, e quando sarà “il vostro momento” potrà accadervi l’inimmaginabile proprio come è successo a me e a Fabrizio Gisarella che, sempre nella stessa spiaggia e sempre nello stesso giorno (nel buio delle ore notturne), è riuscito a catturare l’esemplare di cernia bruna che vediamo usando la canna da pesca Gibilterra, ricevendo anche lui uno di quegli appagamenti che i pescatori testardi e convinti di farcela, alla fine si meritano!

Dentice pescato dalla spiaggia: un video di pesca davvero raro

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Foto della pescata a fondo dalla spiaggia con canne da surfcasting
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LA CERNIA BRUNA CATTURATA DA FABRIZIO GISARELLA LA STESSA SERA.
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IL PANORAMA SULLA SPIAGGIA DELL’ARGENTELLA (CORSICA), ALL’ARRIVO.
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UN CALAMARO PESCATO NEL CORSO DELLA NOTTE.
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IL DENTICE PESCATO DAL SOTTOSCRITTO CON LA CANNA MITICA 225 DI CASA SURFITALY.
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TANTO RICERCATO, ATTESO, E INFINE PESCATO: IL MIO DENTEX DENTEX.
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IL PIOMBO ROSSO USATO IN QUELLA PESCATA CORSA.

Rosario Micciché

Matto per la pesca. Amo la pesca a fondo all'orata e più in generale la pesca sportiva. Abito in Sicilia ma la passione per la pesca mi ha portato a conoscere amici in tutta Italia e all'estero.