Il bibi trattato: differenze tra quest’esca da pesca e il bibi vivo

Nota esca per pescare in mare, il bibi può essere fresco o trattato

Il bibi trattato viene già venduto, dalle maggiori ditte distributrici di esche, lavorato e pronto all’uso. Serve principalmente a innescare i palamiti, poiché la sua tenuta all’amo è assai superiore di quella del bibi vivo ed è anche meno soggetto agli attacchi della minutaglia. Dopo un lungo utilizzo posso supporre che le aziende lo trattino in questo modo: tagliato per tutta la sua lunghezza e privato del contenuto interno (interiora e liquidi), viene salato e congelato. Naturalmente la congelazione non è del tutto “completa” visto che i salati in genere non congelano. Onestamente non so dire se i professionisti aggiungano qualche altra sostanza. Il costo si aggira attorno ai 60 euro al chilo ma già con un etto si può fare una pescata con tre canne… tanto ovviamente dipende da quanto sono attivi i pesci.

Trattare il bibi per il congelamento: trucco di pesca

Primo step della conservazione dell'esca da pesca a surfcasting bibi.
Primo step della conservazione dell’esca da pesca a surfcasting bibi.
Secondo step della conservazione dell'esca da pesca a surfcasting bibi. pronto per essere congelato.
Secondo step della conservazione dell’esca da pesca a surfcasting bibi. pronto per essere congelato.

Se non abbiamo la possibilità di reperire bibi trattato nella nostra zona è semplice farlo da sé; ecco come procedo io quando mi avanza qualche scatola di bibi destinato a morte certa: prendo un rotolo di carta igienica (o una decina di tovaglioli di carta) e ne srotolo un paio di metri. Metto un sottile strato di sale fino e ci rotolo sopra un bibi proprio come se lo dovessi “infarinare” (fino a coprirlo bene per intero); quindi lo avvolgo con svariati giri di carta e proseguo con gli altri allo stesso modo. Quando si è “trattato” il tutto, seguendo queste indicazioni, si lascia il pacchetto “a riposare” per quindici minuti e quindi si avvolge con carta stagnola; poi si mette in un contenitore ermetico, e quindi nel congelatore. Risultati differenti si otterranno in base alla pezzatura: quello venduto in scatole è generalmente più piccolo e con pelle meno spessa di quello sfuso. Noteremo anche che appena messo il sale sul bibi questo “schizzerà” il suo liquido sulla carta, che lo assorbirà e sarà di ulteriore richiamo quando lo userà a pesca. Più sale metteremo e più duro diventerà il bibi.

Bibi trattato: quanto “dura” quest’esca da pesca in mare?

Si può utilizzare anche dopo un anno, a patto che non si congeli e scongeli spesso e si tolga di tanto in tanto l’acqua che inevitabilmente si accumulerà nel contenitore. Il bibi lavorato in questo modo, risulterà sodo e consistente, cattura e seleziona, allungando i tempi di controllo. Funziona bene sia per i saraghi sia per le orate ma non è disdegnato nemmeno dalle spigole e dalle mormore più grosse. Conviene usarlo al posto di quello vivo quando la presenza di pulci, piccoli pesci o granchi ci costringono a frequenti cambi d’esca, oppure quando miriamo solo al pesce di taglia.

Orata e mormora due pesci della pesca a surfcasting che abboccano al bibi.
Orata e mormora due pesci della pesca a surfcasting che abboccano al bibi.

Il bibi trattato: differenze tra quest’esca da pesca e il bibi vivo

Fabrizio Gisarella

Amante della pesca, del surfcasting e della natura più in generale, risiedo a Noto (Siracusa).