Il lato nascosto della pesca a surfcasting alla spigola

La pesca al lancio sull’onda, o surfcasting, è la tecnica di pesca ideale per pescare le spigole. Ma bisogna pescare sempre a mare mosso la spigola? Ci sono trucchi e accorgimenti da adottare?

A volte l’eclettica spigola di buona taglia ci sa ancora stupire tra i frangenti di una mareggiata. Si è abituati a cercarla nelle condizioni più morbide, o comunque in “settori ordinati”, cioè caratterizzati da non troppa corrente regolare e quanto mai disordinata. Pur rimanendo vero nella maggioranza dei casi, la spigola di grossa taglia può cadere in condizioni davvero movimentate, laddove magari stiamo usando una piramide da oltre 200 grammi se non addirittura uno spike. Proprio quando avremmo scommesso tutto sui saraghi o al massimo per qualche spigola sotto il chilogrammo, che meglio si adatta alla maggiore turbolenza; lì può abboccare la spigola di taglia che può anche trovarci del tutto impreparati. Perché in queste situazioni si è “standardizzati” ad usare assetti da ricerca pura, magari con ami del numero 4 (non grandi) per essere il più possibile efficaci nella raccolta dei saraghi. Ed allora dovrà andare tutto bene affinché si riesca a portare in battigia la preda. A volte è bene usare approcci meno specifici in spot e periodi che vedono la presenza della spigola perlomeno probabile. Ecco quindi che un amo del 2 o dell’1 ci permette più margine al cospetto della grossa bocca della spigola, senza tagliare fuori tutto il resto.

Peschiamo aumentando la misura degli ami

Certo, avremo molte meno probabilità di ferrare i saraghi, ma bisogna essere consapevoli che gli sparidi persi saranno tutti di taglia principalmente da rilascio. Di contro non bisogna cadere nell’eccesso opposto, poiché in condizioni di possibili prede diverse dalla spigola è ottuso usare ami del 4-5/0 e inneschi corposi. Diverso il discorso per le condizioni più soft della scaduta, con pochissimi segnali di attività, dove allora una canna si può anche sacrificare al grosso innesco dedicato alla regina.

Spigola: grufolatrice e cacciatrice per natura

Il duplice “ambito di azione” ci deve portare a saperci adattare. Noi pescatori dobbiamo calibrare il nostro modo di pescare proprio come la spigola si adatta allo stato del mare. Più spesso di quanto si immagini, si vede usare in maniera univoca, e forse un po’ ottusa, sempre inneschi extra-large con la convinzione che, sempre e comunque, ci siano le condizioni per il grosso predatore e nello specifico della spigola.

Quando e dove pescare la spigola a surfcasting

Da sottolineare, ancora una volta se ve ne fosse bisogno, sono il QUANDO ed il DOVE andare in cerca di spigole. In questo la spigola è davvero un’ottima maestra nell’educare il surfcastman. Perché la cattura della regina non è quasi mai frutto della casualità. Oltre al periodo dell’anno, che varia in maniera anche molto evidente in funzione della latitudine, le condizioni meteorologiche giocano un ruolo preponderante. Il calo barico, tipico delle perturbazioni in avvicinamento, ha un effetto accelerante sulla attività dei pesci, ed in particolare della spigola. Il branzino si “attiva” nella sua duplice veste di predatore e raccoglitore. Se a questo aggiungiamo una foce di un fiume magari ingrossato dalle piogge avremo un ulteriore fattore di stimolo. Tale effetto ben lo conoscono in particolare gli amanti dello spinning che insidiano le regine, e non solo, sui tagli di corrente della foce dove predano pesci e quant’altro portato dalla corrente del fiume.

A pesca si spigole in foce

Attenzione però ai detriti portati dal fiume stesso; quindi, meglio scegliere una postazione a monte di corrente rispetto alla foce oppure a valle posizionandosi però a buona distanza. In generale la scelta della postazione e conseguentemente dove porre le nostre insidie, sarà dettata dall’azione della mareggiata che si sta svolgendo.

Dove mettersi a pescare le spigole a surf?

Per fare un esempio che riguarda la pesca delle spigole a surf, in fase di scaduta andremo a ricercare due differenti punti. In primis frangenze ancore attive con un minimo di fondo ancora morbido come le punte. Oppure una buca dove magari si sono accumulati detriti e cibo e che sicuramente i pesci di passaggio ispezioneranno. In condizioni di mareggiata ancora sostenuta, si ricercheranno le zone di corrente più ordinata, che la spigola sembra maggiormente gradire. Pertanto prediligeremo un canalone parallelo con gli estremi liberi da punte o un canalone perpendicolare che riversa verso il largo la corrente di ritorno. In genere questa è un postazione sempre ispezionata dai predatori e di certo la spigola assolve in pieno questo compito.

Potrebbe interessarti anche questo mio articolo sulla pesca alle spigole.

Surfcasting alla spigola: uso degli ami e consigli per questa pesca

Emilio D'Amato

Nato sul ricco ionio con la passione per il mare sin da piccolo. I primi pesciolini presi con la lenza a mano tra le gambe dei bagnanti, ma il richiamo delle onde è stato da subito presente. Ricordo con fierezza la prima spigola, catturata in mare "mostruoso" per quello che poteva percepire la mia mente da tredicenne. Da li non sono mai più tornato indietro, anzi ho spostato l'asticella sempre più in là. Così negli anni passai dall'amico ionio allo sconosciuto tirreno, che mi obbligò ad ampliare il mio bagaglio anche con i lanci tecnici e le ripartite. Poi i primi viaggi in Corsica, un isola che ti segna dentro per la sua ricchezza e purezza conuigata allo stesso tempo alla durezza della natura incontaminata. Per me lo studio e la crescita devono essere il pane quotidiano del surfcastman, non esiste uno spot uguale ad un altro ne tanto meno una mareggiata uguale alla precedente. Bisogna essere sempre avere stimoli ed obbiettivi nuovi. Così oggi continuo a sperimentare e provare, magari anche con qualche misero cappotto, che comunque aiuta e segna più di una pescata normale.