Lampughe e serra, predatori da battaglie di pesca!

Pesca dalla spiaggia: Lampughe e serra, predatori da battaglie di pesca! Consigli per surfcasting e pesca a fondo

Pesca alla lampuga (Coryphaena hippurus)

La lampuga (Coryphaena hippurus) è un pesce pelagico appartenente alla famiglia Coryphaenidae. Specie migratoria diffusa nelle acque tropicali e subtropicali di Atlantico, Pacifico e Indiano è ormai presente anche nel Mar Mediterraneo,dove si avvicina tantissimo alle coste nel periodo autunnale. Pesce unico in quanto a bellezza, grazie ai suoi colori sgargianti: un verde-oro da capogiro che finisce per diventare un argento vivo una volta morto l’esemplare.

I colori verde-oro di una lampuga pescata da una spiaggia calabrese.
I colori verde-oro di una lampuga pescata da una spiaggia calabrese.

Si ciba di piccoli pesci, specie di quelli che abitano gli strati superiori dell’acqua, quindi questo predatore diventa insidiabile con tutte le tecniche che prevedono l’innesco del vivo.

Pesca alla lampuga: fughe, salti, acrobazie

Chi, almeno una volta nella vita, ha avuto la fortuna di avere questo pesce in canna, sa di cosa stiamo parlando. La lampuga è un predatore veloce, capace di effettuare fughe in tutte le direzioni senza un attimo di sosta, contornate da salti continui anche a diversi centimetri dall’acqua, vere e proprie acrobazie che fanno accelerare i battiti ed aumentare la paura di slamata. Per tutto il recupero la concentrazione deve essere alta: resistenza e tecnica nel braccio che regge la canna da pesca per assecondare i movimenti e i ripetuti salti e grande sensibilità e velocità nella mano che comanda il mulinello, per avvolgere appena il nostro avversario concede attimi di tregua e regolare la frizione non appena la sua “rabbia” sale alle stelle. In poche parole, vietato sbagliare. Prima di tutto, occorre disporre di canne potenti e muli prestanti, perché come detto in precedenza, bisogna combattere avversari di un certo spessore. La canna Diablada 150, abbinata a un mulinello di taglia 10000, mi ha permesso di tener testa in modo egregio al combattimento, facendomi sentire poco il peso della canna e tanto ciò che accadeva dall’altro capo del filo. Nel pomeriggio magico vissuto da me e Daniele, le lampughe non hanno saputo resistere all’innesco di piccole leccie stella,su un trave scorrevole che prevedeva un piombo leggerissimo che permetteva ai pescetti di nuotare senza stancarsi e un finale di quasi due metri fatto con ottimo nylon dello 0,40 e amo “barra zero” inserito poco dopo la coda del pescetto.

Due raccomandazioni sono doverose: la prima è quella di usare solo materiale di alta qualità, poiché è meglio spendere qualche euro in più che perdere il pesce della vita, la seconda è quella di regolare bene la frizione una volta lanciata l’esca in acqua e di tenere sott’occhio la canna, perché può capitare di vederla “volare” dal picchetto all’abboccata violenta; se non siamo abbastanza veloci nel correre e ferrare… rischiamo che vada in acqua: guardare il video di pesca per credere!

Video di pesca al pesce serra dalla spiaggia

Pesca al pesce serra (Pomatomus saltatrix)

Il pesce serra (Pomatomus saltatrix) è l’unico appartenente alla famiglia Pomatomidae. Specie di acque tropicali e subtropicali è ormai presente in tutti i mari Italiani,aumentando la sua presenza di anno in anno. Predatore dai colori chiari su fianco e ventre e da un grigio argenteo sul dorso,possiede una bocca imponente,armata di denti triangolari molto robusti e taglienti capaci di sfibrare e tranciare qualsiasi nylon e in alcuni casi anche cavetti d’acciaio.

Il serra viene insidiato generalmente con tutte le tecniche che prevedono l’innesco del vivo e a differenza di altri predatori, si cattura facilmente anche con inneschi generosi fatti da tranci di pesce che molto spesso stimolano il suo “killer istinct”!

Pesce serra: violenza, testate e denti da killer

Il pesce serra abboccherà agli inneschi collegati alle nostre canne in modo deciso, facendo partire del tutto la nostra frizione alla “seconda testata”.

Riconosceremo il nostro predone in canna per la sua violenza,ripetute testate e partenze ci faranno divertire senza tregua come un vero e proprio incontro di boxe,dove vince chi non commette errori.

I suoi denti sono “l’incubo” di tutti i pescatori per la loro capacità di tranciare qualsiasi nylon e di rovinare i cavetti d’acciaio addirittura fino a romperli,cosi come accaduto a Daniele che, per recuperare la prima lampuga, si è trovato costretto a lasciar sfrizionare continuamente l’altra sua canna con un grosso serra allamato. Proprio lo sfregare continuo con azione da “seghetto” ha portato alla rottura del cavetto.

Anche per la cattura di questo predone,avremo bisogno di canne e muli di un certo livello per facilitare i nostri recuperi e per assecondare le sue scorribande,anche se in tanti corrono il rischio di sfidarli con attrezzi di grande qualità ma un tantino più leggeri,vivendo cosi un recupero fatto di adrenalina e infarti!

L’esempio è quello di Daniele, che ha terminato con successo il suo combattimento con un grosso Serra usando la Diablada 100, canna dotata di una leggerezza e una sensibilità fuori dal comune,che ha regalato per tutto il recupero delle pieghe eccezionali.

Pesca in mare: cavetto d’acciaio sì o no?

Tante volte, così come in quel pomeriggio, nella scelta del sistema pescante bisogna giocarsela: innescando il vivo con il cavetto d’acciaio, sapendo della presenza anche di lampughe, si va sul sicuro con i serra ma si riducono drasticamente le abboccate di lampughe ed altro… soprattutto in presenza di acqua limpida. Invece, innescare il vivo usando solo il nylon, ci fa aumentare le abboccate ma alza di tantissimo la probabilità di rottura in caso di abboccata di un serra (che taglierà il monofilo da pesca).

La fortuna in quel caso ha “baciato chi ha avuto coraggio”. Lo si vede nel video; infatti il pesce serra catturato da me con la canna da surfcasting Diablada 150, ha abboccato su un finale fatto di solo nylon PESCAFISHING SUPER ma non è riuscito a romperlo in quanto l’amo ha bucato totalmente il labbro nella sua parte laterale e i denti non hanno toccato il filo.

Battuta di pesca mirata al serra e alla lampuga

Preparare una battuta di pesca mirata totalmente ai predatori non è una cosa facile. Dedizione, meticolosità e precisione devono accompagnare la nostra giornata, dalla preparazione del materiale e dell’assetto pescante fino a ogni singolo secondo del recupero.

Inutile avere fretta, inutile “arrangiare”, inutile essere troppo sicuri: col pesce serra ogni errore di superficialità verrà pagato a caro prezzo… Allora, sangue freddo… e buona battaglia a tutti!!!

 

Per SurfCasting TV, Daniele Scattolin e Alessandro Silvestri

 

Alessandro Silvestri

Ciao, mi chiamo Alessandro Silvestri e sono un grandissimo appassionato di pesca dalla spiaggia. Pesco in mare con svariate tecniche, dal surfcasting più estremo al tranquillo beach ledgering. Insomma, sono un pescatore; ciò che per me conta è avere la sabbia sotto i piedi, qualunque sia la condizione del mare. Essendo nato a Napoli, ho praticato surfcasting sui litorali Campani per tanto tempo ma, poi, per via del lavoro, da diversi anni ho dovuto adattare la mia tecnica all’alto Adriatico. Dal 2014 pesco soprattutto lanciando a surf casting dalle spiagge del Veneto. Proprio in Veneto, insieme ad altri amici, gestisco un gruppo di surfcasting chiamato “Leoni del Mare”. Altre però, grazie a vari appoggi familiari, sono le mie “case di pesca”, come Calabria e Puglia, dove molto spesso mi diverto con le prede del posto! Non bisogna praticare il Surfcasting, ma… dico che bisogna viverlo! Io la penso così… Vamoooooooossss!