Lancio tecnico: Monti, Montepagano, Moeskops, Southey e tutti i casters dell’Ipswich Event 2015

Ipswich Event 2015: una delle gare di lancio tecnico più note del panorama internazionale è stata vinta dal fresco campione del mondo, l’italiano Filippo Montepagano

Ancora con i “muscoli caldi” dal vittorioso campionato del mondo di long casting, Filippo Montepagano, e l’amico azzurro Matteo Monti, decidono di fare visita a un quotato  gruppo di long casters inglesi: quello di Ipswich per l’appunto. Tra loro uno degli atleti più in forma del momento in Gran Bretagna, Kevin Southey che, con Matteo, si è sentito, scritto e accordato per favorire un loro incontro, approfittando di partecipare a un  prestigioso evento sportivo locale. I motivi del “rendez-vous” sono molti e come percepito, quello sportivo non è stranamente fra i primi, sebbene il fruire dell’opportunità di misurarsi con atleti attivi ed innovativi, sia dal pdv tecnico che sportivo, sia elettrizzante e già di per sé più che sufficiente.  Ma allora che cosa bolle in pentola?  Accorgendomi anzitempo di questa iniziativa top secret, data la mia indole di curioso ficcanaso, mi sono  introdotto nel “discorso”, infiltrandomi nei preparativi della trasferta, sperando di venire a conoscenza cos’altro li avesse condotti nel realizzare questa lodevole, quanto impegnativa ed onerosa esperienza. Io, purtroppo, con malcelata invidia, ero consapevole di non potermi unirmi a loro fino alla destinazione e mi “gratificavo” limitandomi a sfotterli, immaginando ed enunciando loro le difficoltà che avrebbero incontrato.lancio tecnico ipswich event (9) Conoscendomi, i miei “cari amici e compagni di allenamento” hanno pagato la mia ironia dandomi filo da torcere nello scucire indiscrezioni e per un po’, mi hanno utilizzato per facilitarsi l’impegno del percorso, coinvolgendomi nel  realizzare alcune incombenze organizzative. Dall’inizio mi sono accorto che non è cosa semplice trasferirsi, armi e bagagli, tra gli oramai sempre più vicini, talvolta sempre più lontani, confini inglesi. Recupero della moneta locale, prenotazione dell’aereo con tasse elevate per il trasporto del materiale tecnico, prenotazione dell’albergo non sempre economico, carta di credito obbligatoria per la prenotazione di un automezzo e mille altre amenità. A questo bisogna aggiungere e mai dimenticare una volta sbarcati, la sempiterna cultura del “What?”, applicata qualora ti sbagliassi nel dare una pronuncia leggermente difforme. Lì ti accorgi che non sei  in Italia ma in un paese che dista da noi talvolta anche 20.000 km! Insomma beata Europa che rimane sulla carta ma che non si riesce e non si è riuscita a realizzare nei fatti e nei veri intenti comuni! Comunque sia, i nostri eroi hanno fortemente voluto questo. Monti, i mesi scorsi, ha migliorato ulteriormente il suo inglese e la volontà li ha portati alla destinazione.  Ad accoglierli all’aeroporto Kevin che cortesemente li ha accompagnati alla destinazione alloggi, per poi portare loro vedere il mirabolante campo di Ipswich. I commenti che mi hanno raggiunto, una volta comunicato con loro, sono stati di incanto assoluto. Un campo uniforme, verde e con l’erba alla stessa altezza che sembrava tagliata settimanalmente da un barbiere. Il fondo che, anche se pioveva, consentiva una notevole tenuta aderenziale alle calzature grazie ad un groviglio fittissimo di radici dell’erba stessa, che garantivano un grip naturale, incrementando appunto, quello conferito dal disegno della suola. Meno bene per la temperatura che si attestava attorno ai 2 °C con un vento sferzante da quasi 30 nodi. Ma la gara si faceva il giorno dopo e le condizioni potevano cambiare…in peggio! Giunto il primo giorno della competizione, ognuno seleziona  la zavorra che intende lanciare, atto consentito dal regolamento che determina una strategia di scelta, in base anche alle capacità di previsione meteo del competitore. Ma nessuna strategia è valsa, perché già al primo tiro Montepagano toglie il sorriso a tutti i competitori: con un lancio senza pretese (dei suoi… beninteso)  con la zavorra da 150 gr. supera di gran lunga i 260 metri, attestando il tiro come uno dei più lunghi effettuati sul campo di Ipswich. Come già detto, chi compete con i nostri, sebbene abbiano da subito capito chi è l’uomo da battere, non pensano minimamente nel limitarsi a fare da spettatori. Un signore fra tutti, ben conosciuto nell’ambiente, certo Daniel Moeskops sa di essere stato campione indiscusso e tuttora uno dei più validi lanciatori del pianeta. Pertanto con la sua zavorra da 125 gr. “non le manda a dire a Filippo” e smartella tiri mostruosi, piazzando misure di grande rilievo, avvicinandosi alla prestazioni del suo avversario. Non solo lui rende la vita difficile ai nostri! Un giovanottone inglese, certo Ian Render, decidendo di tirare una zavorra inedita da 200 gr., con una tecnica ruvida, grezza, particolare ma di enorme efficacia, scaglia il proiettile a 265 m. Non so, ma dovrebbe essere un record! Ad un certo punto il vento incrementa e Filippo decide di “togliere l’olio dal vino”: spara una bordata di quelle da lasciare la bocca aperta ed il piombo si conficca qualche centimetro appena dietro l’asticella delle 300 Yard, pressappoco 274 metri e 20 cm! Record del campo e vittoria di giornata! Il giorno dopo, appagato da quanto è riuscito a fare, lascia a Moeskops l’onore delle armi, consentendogli di vincere e convincere: il belga sta tornando quello di un tempo, è veloce ed elegante, stabile sulle gambe e i tiri che esegue incantano. Bella gara che Filippo vince bene, ci riempie di orgoglio e soddisfazione e che gli regala una trasferta magica. Sfoggio di ottima tecnica e grande risultato dai soliti e ben conosciuti Lee Adam, Steve Boyt, Duane Lockwood e Lee Caley ed i già menzionati Render e Southey.

Ottima nuova presenza un interessante Martin Osbourne. Degna di menzione la competizione del piccolo Jake Mayhew che a 10 anni batte il suo primato personale con 111,60 metri. Dalla felicità fa capriole rallegrando ulteriormente la compagnia. Vedendo tanto entusiasmo Monti con uno slancio paterno, lo ha voluto ulteriormente gratificare regalandogli la felpa della nazionale italiana; in un quadretto emozionante il nostro atleta ha fatto promettere al bimbo di partecipare a competizioni di lancio almeno fino a quando la felpa fosse stata della misura per essere indossata dal piccolo atleta. Il bimbo emozionato ha ben accolto l’offerta del suo estimatore, coprendolo di ringraziamenti. Bravo Matteo un bel gesto! Ma a parte i bei gesti Monti pare non esserci!  Il Matteo del periodo è in leggero ritardo tecnico, si regala un 244 m che lo piazza nella classifica d’onore ma non in quella che tutti gli appassionati solitamente ricordano vederlo. Ma ecco la mossa a sorpresa, la quale sicuramente mostra che il giovanotto non soffre di ritardo intellettivo! Dall’abbondante tubo porta canne che si è portato appresso, sfila una canna di produzione nazionale che l’amico Kevin è ben lieto di accogliere fra le sue mani. Ecco il motivo per cui valeva la pena fare il viaggio: rappresentare un prodotto italiano in una terra in cui il genere “canna da pesca in due pezzi” è da 50 anni trattato, sviluppato e amato con la cura maniacale che solo gli inglesi stessi sanno dare. Eppure gli inglesi stessi, qui ed ora, acquistano un prodotto concorrente, guarda caso quello che ha tra le mani oggi e con cui vince ancora il campione del mondo. Che sia il segno del cambiare dei tempi? Non è stato un evento isolato, atleti del calibro di Lee Adam appariva molto interessato ad ampliare le sue conoscenze relativamente il prodotto trattato e con lui altri che si sono avvicinati man mano con sempre maggiore curiosità. L’Italia e le sue genti nonostante le difficoltà, i malgoverni, sempre grazie alla proverbiale costanza, dedizione,  fantasia, genialità, cura dei particolari ed una volontà di ferro, realizzano qualcosa che supera la prova della tradizione estera. O forse è solo una grande illusione? Fatto sta che Montepagano ha vinto anche questa sfida e Monti sull’onda dei successi della  nostra Nazionale e del concomitante evento, sfrutta il momento nel farsi strumento di un nuovo, insperato, mercato. Diavolo di un Matteo, questo mi nascondevi! Non solo! Portava con sé un ramoscello d’ulivo per riconsiderare la scissione politica del long casting che da circa un anno e più spezza il movimento sportivo del long casting mondiale, fenomeno che si poggia su diatribe personali di alcuni, danneggia i più e soprattutto non rende onore ad uno sport che meriterebbe molto più che sterili schermaglie. Fips-Mer (europea) e ICFI (francese) ma anche UKSF (inglese)  rappresentative internazionali che vanno per la maggiore, sono protagoniste di un contenzioso che non interessa ai più. Gli sportivi afferiscono alle competizioni per divertirsi e certe cose sfuggono alla loro attenzione. Questo non lo considero un atto di disinteresse della platea, che spesso mostra capacità umane e culturali al di sopra del percepito, ma un umano fastidio dai rigori; il divertimento può essere normato per dare giusto risalto a regole condivise, ma il divertimento non può essere legato a cavezze istituzionali. Su questo secondo argomento Matteo ha voluto fare luce, conoscere le versioni contrapposte a quella che viene espressa da FIPS-M e percepire qualche segnale di distensione e chiarimento che talora espresso, non dovrebbe tardare ad essere reso pubblico. Che dire, bravi entrambi, la delegazione italiana ha fatto centro ad Ipswich tornando con il sacco pieno di medaglie e intenti di rinnovata fratellanza sportiva!

Lancio tecnico: Monti, Montepagano, Moeskops, Southey e tutti i casters dell’Ipswich Event 2015

Antonio Scrufari

Pratico il long casting (sport del lancio tecnico) e la pesca.