Mondiali di SurfCasting 2016 Under 16 e Under 21: ottimi risultati

Ottimo risultato dei nostri ragazzi in terra spagnola per i Mondiali di pesca a surfcasting (internazionalmente detta Shore Angling)

Quest’anno i Campionati Mondiali di Surfcasting dedicati ai ragazzi sono stati organizzati dalla Federazione Spagnola, in quel di Castellon de la Plana, più o meno al centro della Spagna mediterranea. La manifestazione si è svolta come sempre in 4 manche ufficiali e, comprese cerimonie e manche di prova, ha avuto luogo dall’8 al 15 ottobre. Le compagini azzurre, guidate da Ezio Antonelli e Alfio Vattiato la 16 e da Vittorio Galassi e Massimiliano Giacich la 21, si sono trovate a confrontarsi con una spiaggia davvero molto difficile. Nella pratica tutte le nazionali hanno gareggiato in tutte e quattro le manche nello stesso lungo arenile, alternandosi tra Under 16 e 21 solamente le zone. Dicevamo spiaggia difficile, bassa, con sabbia finissima, come forse in Italia non ne esistono, abitata per lo più da pesci allo stadio giovanile: oratelle, mormorine, sparlotti, rare occhiate e salpe. La morfologia sommersa era costituita da 2/3 canaloni paralleli alla battigia, una situazione con la quale i garisti italiani sono abituati a confrontarsi e che, come vedremo, anche in questo Campionato hanno saputo interpretare eccellentemente. Spiagge del genere risultano comunque molto influenzabili dalle condizioni meteomarine e quanto incontrato durante i Mondiali non è stato ottimale, con mare discontinuamente mosso, in buona scaduta la mattina, ma in rinforzo (e dunque negativo per la presenza di pesce) durante la sera, in corrispondenza delle prove. Le manche comprendevano per lo più ore di buio. La pesca vincente veniva sviluppata in prossimità degli scalini prima dei canaloni, i più redditizi sono risultati il primo, attorno ai 20-25 metri, e soprattutto il terzo, sui 120-130 metri; quando quest’ultimo risultava troppo lontano da raggiungere si poteva ripiegare sul secondo, intorno ai 90 metri. Era comunque importante riuscire a pescare precisamente in prossimità del crinale del gradino, per una pesca che il CT Galassi ha definito “millimetrica”. Il trave più utilizzato dai nostri è stato un triplo da 70, col bracciolo centrale accorciato a 35 centimetri. Le esche in dotazione erano molto usuali ai nostri, 5 scatole di arenicola e una di coreano a manche, con le quali era necessario catturare, in base alla serata e alla postazione, dai 5 ai 15 pezzi per aver ragione del proprio settore. Il regolamento prevedeva la misurazione e la liberazione del pesce, con assegnazione di punteggio secondo una tabella di conversione lunghezza/peso per ogni cattura superiore ai 12 centimetri. In questo scenario i nostri ragazzi si sono distinti alla grande, contendendosi i vertici delle classifiche sia individuali che a squadre sempre e solo con i padroni di casa spagnoli. La Under 16 è riuscita a bissare il magnifico risultato dello scorso anno, avendo riconquistato l’oro sia a squadre che individuale, con la medaglia preziosa al collo del forte Marco Gentile. Altre due medaglie sono arrivate dall’Under 21, con argento a squadre e bronzo individuale ottenuto da Federico Spagnoli.

Davide Di Blasi

Non c'è una pesca che mi affascini di più del surfcasting. Nel surfcasting, e più in generale nel mondo dello shore angling, la conoscenza della spiaggia sommersa e della meteorologia ha un'influenza essenziale nella cattura di pesci di rilievo come spigole, orate, ombrine e altre specie.