Nella gara di pesca a surfcasting con formula rally 11° Rosa Dei Venti vincono Antonio Mele e “Ste” Ghiani

Il Team Surfitaly composto da Antonio Mele e “Ste” Ghiani si impone all’11° Rosa Dei Venti, gara di pesca a surfcasting

Appena appresa la notizia che il nostro collaboratore ed articolista Antonio Mele (Team Surfitaly – canne da pesca) era tra i vincitori del Trofeo Rosa dei Venti, lo abbiamo contattato per avere un racconto di quello che per lui è stato questo importante trofeo di pesca dalla spiaggia con formula rally, ed ecco quanto ci ha voluto raccontare…

La Redazione

Gioia Per Mele e Ghiani del Team Surfitaly.
Gioia Per Mele e Ghiani del Team Surfitaly.

Nella notte tra il 18 ed il 19 giugno si è disputato lungo le coste nord orientali della Sardegna il trofeo Rosa Dei Venti, gara di surf casting a coppie ed a campo libero giunta quest’anno all’undicesima edizione. Il regolamento proposto, prevedeva che si potesse pescare con tre canne per concorrente, che i pesci catturati fossero portati alla pesa nel rispetto delle misure minime  FIPSAS, con la variante della misura minima, che saliva (per tutte le specie inferiori a 15 cm) sino a 15 cm, mentre il bonus preda veniva abbassato a soli 10 punti per ogni cattura valida. Un buon compromesso dunque che tutelava le specie più piccole e valorizzava maggiormente la pescata. La durata della gara era di 12 ore circa e cioè dalle ore 20,00 del 19 alle ore 08,00 del 20 giugno, con la possibilità di consegnare il pescato entro le 10,00, questo per dare modo ai più lontani di rientrare con calma. Un regolamento preparato e studiato per bene, creato ad hoc per la stagione che stiamo attraversando e per catturare l’attenzione dei garisti, il tutto è stato necessario anche perché il sodalizio guidato da Giovanni Gaddari si era presa un periodo sabbatico di pausa, tempo questo dedicato tutto alla società dove le priorità sono state un riordino ed una riorganizzazione degli asseti dirigenziali. Dopo alcuni anni di assenza dunque, in questo 2016 i ragazzi di Siniscola sono riusciti a riproporre lo storico trofeo che, in passato ha vissuto momenti di gloria e massiccia partecipazione. Come per ogni evento che vede una rinascita, anche la preparazione di questa kermesse ha richiesto un notevole sforzo, i vecchi ed i nuovi soci tuttavia non si sono tirati certo indietro, con rinnovato entusiasmo e partecipazione hanno lavorato alacremente con l’intento di  mettere in piedi qualcosa di importante. Il risultato è stato lusinghiero, tant’è che si è riusciti a coinvolgere nel progetto un nutrito numero di sponsor che, a vario titolo hanno supportato economicamente la manifestazione. Come dicevamo, ripartire non è mai semplice, pertanto, visto il lavoro svolto e la bella proposta di gara, si può senza dubbio fare i complimenti a questi ragazzi che ci hanno fortemente creduto. 

Tutti a pesca per una notte di surfcasting

Nel fare la cronaca della contesa sportiva, è giusto partire da quelle che sono state le condizioni meteo marine nella zona interessata dall’evento, che, come tutti sappiamo hanno un ruolo determinante, condizionando tra l’altro abitudini e comportamenti dei pesci. Dicevamo in apertura che il campo gara era a libera scelta ed interessava tutte le spiagge del nord est della Sardegna e più precisamente partendo da Platamona a nord sino a Cardedu a sud. Molti dunque gli arenili in cui si poteva svolgere l’azione di pesca, una zona molto vasta esposta in maniera differente ai venti ed alle eventuali perturbazioni atmosferiche. Per i garisti dunque c’era solo l’imbarazzo della scelta, scelta che come abbiamo accennato doveva necessariamente tener conto dei fattori climatici, eccole allora quali erano le condizioni meteo marine del 18 e 19 giugno: da alcuni giorni l’Isola Sarda era interessata da un vortice di bassa pressione che aveva inevitabilmente abbassato le temperature e portato in dote venti provenienti dai quadranti nord occidentali e cioè maestrale. Di fatto, per i contendenti questa non era una situazione idilliaca, alcune spiagge del nord Sardegna tra l’altro molto pescose in questo periodo dell’anno, venivano in partenza escluse dalla scelta (troppo mare) stesso discorso per qualche spiaggia ogliastrina (mare ultra piatto) che soffre molto il maestrale. Le probabili opzioni si riducevano ad alcune cale della zona di Orosei e Siniscola, alle solite pescose spiagge del golfo di Olbia ed alle insenature di Palau. Fatte queste considerazioni, in ogni gruppo c’era l’esigenza di poter scegliere l’arenile giusto in base anche alle caratteristiche personali di ognuno dei quattro componenti. Alle ore 16,30 si dava il via ai sorteggi, fermo restando che, una volta giunti sul luogo prescelto la gara avesse avuto inizio alle ore 20,00 (regolamenti in vigore docet). Al “pronti – via” molte auto prendevano la direzione del capoluogo gallurese (Olbia) e la cosa era facilmente prevedibile, considerando che, la comparsa dei serra era ancora saltuaria ed il mare appiattito dal vento non dava garanzie diverse, oltretutto, sperare di catturare orate o spigole da copertina era un utopia, quindi, la scelta di orientare le mire su prede di taglia medio piccola era  quanto mai inevitabile. Molti comunque, decidevano di tentare la sorte piantando i picchetti in spiagge dal forte digrado che forse risentono meno dell’azione del maestrale. Io (Antonio Mele) della società apsd La Caletta in coppia col forte agonista Stefano Ghiani della società gli amici e il mare, decidevamo (dopo che nei giorni precedenti si era provato il campo gara) per un arenile del golfo di Olbia e più precisamente nel tratto conosciuto come spiaggia del faro. Con noi a formare il quartetto anche Mario Olianas della Oltremare Nuoro e Antonello Golonai di Orosei. In questa zona tra l’altro si posizionava anche un altro gruppo, la coppia composta da Alessandro Deriu e Antonello Meloni della società aps Maestrale di Porto Torres e Martino Mele e Matteo Massetti dell’apsd La Caletta. La caratteristica principale di questa spiaggia permette la cattura di numerose prede di taglia medio piccola, (alcune valide altre no) per affrontarla al meglio servono pertanto doti di velocità ed una nutrita scorta di calmenti già pronti all’uso. Chiaramente il tutto dev’essere molto leggero con fili nei braccioli nell’ordine dello 0.14 e ami nella misura del 10/12, come esche arenicole e tremuliggioni a go-go, solo così si può pensare di fare numeri importanti. Sin da subito, col mio compagno di coppia abbiamo catturato oratelle, mormore e pagelli, e, come accennato poc’anzi le prede non valide venivano immediatamente rilasciate. Con l’arrivo delle tenebre speravamo in una progressiva diminuzione della forza del vento, invece anche col buio continuava a soffiare, non forte ma teso, ci siamo resi conto comunque, che nei rari momenti in cui accennava a  placarsi pareva che i pesci diventassero più svogliati, ciononostante, io e Stefano non ci siamo mai fermati un attimo e con costanza e determinazione abbiamo passato la nottata sulle canne, anche quando i granchi non davano tregua divorando l’esca e recidendo i fili di netto. E’ stata una nottata lunga e faticosa, una vera battaglia (sportiva) ma alla fine l’abbiamo spuntata noi, portando al peso ben 67 prede valide per un totale di oltre 7 kg di peso e quasi 8000 punti abbiamo dominato sulla concorrenza e vinto il trofeo. La cosa più bella al termine della pesatura è stata senza dubbio l’applauso e l’ovazione dei partecipanti che, come al solito molto sportivamente hanno riconosciuto ed elogiato la bella performance, aggiungendo più gusto e sapore al trionfo. Molto bene anche la coppia di lungo corso e ben affiatata composta da Antonello Meloni ed Alessandro Deriu che facevano della regolarità la loro arma vincente, riuscivano così a portare al peso 38 prede valide per un totale di 4532 punti conquistando la piazza d’onore. Infine, chiudeva il podio dei vincitori una tra le migliori coppie del panorama agonistico sardo, composta da due vere macchine da pesca ovvero Manuel Chessa e Antonio Arru del Larus Club Sassari che, portavano al peso 50 prede valide per un totale di 4454 punti. Voglio citare anche la bella prestazione di Mario Olianas ed Antonello Golonai che come già detto facevano parte del mio gruppo ed hanno concluso al 4° posto assoluto, questo dimostra due cose: primo, la bontà della scelta del campo gara e secondo che questa non è stata fatta per caso, a conferma che le belle prestazioni non sono quasi mai figlie di combinazioni casuali, ma di una buona conoscenza delle spiagge ed una attenta valutazione delle possibili varianti che i campi gara possono offrire. Il premio per la prima società classificata lo conquistava l’APSD La Caletta, grazie anche alla bella prova della giovane coppia composta da Martino Mele e Matteo Massetti.

Gran finale

L’atto finale della due giorni Siniscolese vedeva il suo epilogo presso il ristorante “Sa Veletta” dove veniva servita una colazione calda ed una fredda a base di prodotti tipici del posto con salumi vari e formaggi pecorini in bella mostra. Il grosso dispendio di energie per la nottata passata in spiaggia ingolosiva maggiormente i partecipanti, che, non si facevano certo pregare per gustare gli ottimi stuzzichini offerti dai ragazzi della rosa dei venti. L’estrazione dei biglietti della ricca lotteria e la premiazione finale concludevano una bella due giorni vissuta all’insegna dello sport e dell’amicizia. Ancora una volta ci complimentiamo con tutti i soci della rosa dei venti augurandoci che il prossimo anno si possa replicare.  

Nella gara di pesca a surfcasting con formula rally 11° Rosa Dei Venti vincono Antonio Mele e “Ste” Ghiani

La Redazione di PescaTV.it (sezione pesca a surfcasting)

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