Santa Lucia: video-itinerario di pesca lungo la Sardegna orientale

La spiaggia di Santa Lucia è un buon itinerario di pesca che si snoda lungo la Sardegna orientale

vi presentiamo un itinerario di pesca particolare, situato lungo la costa orientale di Sardegna. Santa Lucia è un borgo marinaro del comune di Siniscola e deve la sua fortuna alla bellezza dei posti e all’intraprendenza dei suoi abitanti che, con il passare delle generazioni, da abili pescatori di aragoste si sono trasformati in imprenditori turistici di successo. Che la località fosse situata in un punto strategico, era già ben noto agli Aragonesi nel Sedicesimo secolo, periodo storico legato alle invasioni marinare. Per tutelare il borgo infatti eressero una torre che servì come avamposto a guardia del territorio circostante. Oggigiorno la torre è diventata il simbolo del piccolo centro Sardo.

 

Un video di pesca a fondo della scorsa estate in compagnia di Antonello Nanni.

Si tratta di un video amatoriale realizzato appositamente per gli amici del blog e di facebook.

(se non riesci a vedere il video clicca qui)

 

La zona dell’itinerario di pesca: storia recente

L’abitato si sviluppò proprio qui per via della presenza di un gran numero di pescatori. Molti di loro non erano sardi ma bensì ponzesi che, a inizio Novecento e a cavallo degli anni ’20-’30, si erano trasferiti qui alla ricerca di pesci e, soprattutto, di crostacei. Col passare degli anni, e vista la crescente richiesta turistica, gli abitanti del borgo hanno sapientemente trasformato il piccolo villaggio, da centro con forte tradizione marinara a polo vacanziero tra i più frequentati dell’Isola. Nonostante la metamorfosi, gli abitanti di Santa Lucia sono rimasti molto legati al mare e non hanno certo perso di vista ciò che per decenni ha rappresentato il loro lavoro e la loro vita. Verso la fine della bella stagione, quando la pacifica invasione dei turisti volge al termine, da queste parti si parla e si respira “aria di pesca”. Ed è facile intuire che i malati di pesca dalla spiaggia (come peraltro è il sottoscritto) possano “andare a nozze” con gli abitanti di Santa Lucia. A tanti surfisti, sardi e non, sarà capitato di passare delle serate intere a farsi raccontare vecchie storie legate al mare, mentre si pesca o mentre si cena a Santa Lucia. Molte persone del posto si soffermano volentieri sui ricordi di belle catture, fatte magari con attrezzature semplici; i filaccioni per esempio venivano lanciati a mano, anche dalla spiaggia, a 10-15 metri dalla battigia. Le catture di spigole, orate, e saraghi extra-large erano del tutto normali tanti anni fa. Oggi sono meno semplici ma restano possibili, pescando a surf casting, ovviamente. Gli inneschi di un tempo erano confezionati con grande abilità e prevedevano l’utilizzo di pesci invenduti ma anche di patelle fresche, granchi e gamberetti, materie prime che ci si poteva procurare tra gli scogli. Paragonare lo stile di allora a quello odierno è certamente improponibile: la pesca, e in particolare quella sportiva, è talmente cambiata che ogni riferimento risulterebbe quanto mai inopportuno. Oggi possiamo contare su molti più materiali e minuterie, di tutt’altra qualità.

I segreti di Santa Lucia

La spiaggia è esposta a Nord, Nord-Est, per questo i venti di tramontana e grecale soffiano frontalmente rispetto a chi affronta una battuta di pesca qui. Questi venti gonfiano il mare sino a farlo “saltare” ma è la scaduta che ne consegue a rappresentare il momento migliore per effettuare una pescata da ricordare nel tempo. Si tratta di condimeteo che si verificano per lo più nel periodo invernale. Le prede da insidiare con il freddo sono senza dubbio i saraghi e i gronghi (questi ultimi presenti grazie ai vicini scogli). Si tratta di una buona spiaggia per i predatori in genere, particolarmente attivi quando il mare crea turbolenza. Se vogliamo insidiare mormore e orate invece è più conveniente aspettare lo scirocco, vento che in Sardegna soffia spesso.

La scogliera del paese

Lo scirocco proviene dalla destra di chi pesca, leggermente di spalle. Il modesto moto ondoso che riesce a generare sfiora la parte emersa degli scogli che si trovano proprio a ridosso del centro abitato. La punta estrema della formazione rocciosa si spinge sin dentro le acque per almeno 80-100 metri dalla battigia, creando una sorta di barriera protettiva per lo stesso arenile. A questa distanza si creano zone di incontro fra le correnti, in entrata e in uscita dall’ansa (queste seconde ricche anche degli apporti di flusso da parte di due vicine foci). In questa zona si creano modesti depositi di cibo per i grufolatori, sufficienti a renderla un buona zona per tentare mormore, orate, saraghi. Gli sbocchi d’acqua dolce non sono “aperti” tutto l’anno ma, quando ciò succede, i vantaggi sono concreti! In queste situazioni sarà meglio lanciare sempre le esche da queste parti. Con il maestrale, il ponente e il libeccio gli affezionati dell’arenile di Santa Lucia non fanno grandi pescate ma, è risaputo… le pesca non è una scienza esatta. In altre parole non devono bastare venti “sfavorevoli” per farci restare a casa sicuri che tanto non avremmo “toccato” alcun pesce.

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UNA GRANDE LECCIA AMIA CHE ABBOCCO’ ALCUNI ANNI FA.

Alla ricerca di emozioni forti

Tra le caratteristiche principali di questa spiaggia segnaliamo la forte presenza di predatori. Fra questi le lecce amia hanno un posto particolare nei sogni del surfcastman. Predatori giganteschi, imperversano da queste parti dalla tarda primavera e per tutta la bella stagione, settembre compreso. Nel volervi consigliare sulla pesca al carangide vogliamo ricollegarci al fare semplice del passato, ai racconti dei vecchi “pionieri” del mare di Santa Lucia. Il sistema che i pescatori del posto hanno sviluppato per catturare il formidabile carangide non è affatto complicato. Il tutto consiste nell’armarsi di canne molto robuste, corredate da mulinelli altrettanto potenti, meglio se rotanti, con fili di supporto in bobina che ovviamente dovranno superare lo spessore dello 0.50 di diametro, per il bracciolo che sarà uno soltanto la lunghezza può attestarsi sui 2 metri con diametro anch’esso consistente, gli ami anche loro saranno i classici a barra zero.

Per il carangide

L’esca regina è sicuramente il muggine, innescato vivo; possiamo lanciarlo o farlo correre nella classica teleferica. Qualche pescatore di Santa Lucia, negli anni Sessanta e Settanta, lo portava al largo a nuoto anche a 150 metri da riva; dopodiché non restava che prendere il sole, aspettando una violenta abboccata. Anche oggi le cose non saranno molto diverse visto che questa non sarà una pesca dinamica. Dovremo sperare nella fortuna di poter sentire la frizione “gracchiare impazzita”. Se questo succederà, dall’altra parte con ogni probabilità ci sarà lei, la leccia amia (oppure un bel pesce serra). Farsi prendere dall’ansia sarebbe l’errore più grosso perché potrebbe compromettere il buon esito del combattimento. Chi scrive ha avuto la fortuna di portarne a termine uno con una leccia da 16 chili; la fatica è stata tanta ma la soddisfazione mantiene il ricordo di quell’avventura  sempre vivo, e ogni estate mi porta in quei luoghi, per ritentare la cattura da sogno. Ovviamente le spiagge di Santa Lucia non regalano emozioni solo per questo specifico tipo di pesca, infatti col classico sistema che tutti i surfcaster moderni adottano, e cioè con attrezzature medio leggere, si possono insidiare mormore, orate, salpe, occhiate e, in condizioni di mare turbolento, i saraghi.

 

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UNA ORATA DI PICCOLE DIMENSIONI. PESCE FREQUENTE IN ZONA.
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LA CARATTERISTICA TORRE DEL BORGO DI SANTA LUCIA.
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LA SPIAGGIA DI SANTA LUCIA VISTA DAL SATELLITE.

Antonio Mele

Pesco abitualmente a La Caletta, lungo la costa orientale Sarda. Pesco in mare fin da ragazzino, quando le canne erano in bambù e la parola surfcasting ancora non si conosceva. Da allora di cose me ne sono successe molte ma la passione per la pesca si è sempre accresciuta portandomi anche a diventare teste dell'azienda Pesca Fishing Shop per i prodotti del marchio Italiano Surfitaly che per me sono quanto di meglio oggi un pescatore possa desiderare.