Travi e braccioli per la pesca a surf: quali lunghezze e diametri?

Nella pesca in mare a fondo, o con la specifica tecnica del surf casting (ovvero, lancio sull’onda) non esiste una misura standard per trave e braccioli. La lunghezza del calamento sarà data dall’impiego specifico che si vorrà fare dello stesso, in funzione degli inneschi scelti, del livello di turbolenza dell’acqua, della profondità del mare in cui sarà chiamato a lavorare.

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L’ESPERIENZA PORTA A VALUTARE I VARI FATTORI CHE GUIDANO NELLA SCELTA DI TRAVI E BRACCIOLI ADATTI ALLA SITUAZIONE DI PESCA.

Se, per esempio, siamo al cospetto di una spiaggia dall’alto digrado e sappiamo della presenza di pesci di galla, è chiaro che il calamento dovrà essere molto lungo, altrettanto dicasi per i braccioli. Al contrario, laddove la profondità non fosse accentuata si può ridurre la lunghezza sia del trave (o “lenza madre” per chi lo chiama così) sia dei finali. Nel caso in cui ci si prepara ad affrontare mare formato o anche una bella scaduta, il vecchio intramontabile pater noster farà al caso nostro. Quando si parla di questo tipo di trave, sappiamo che esistono delle misure standardizzate, nel senso che questo calamento non è mai superiore ai due metri di lunghezza e mai inferiore a 1,5 metri. La conseguenza di ciò è che anche i braccioli saranno di corta media lunghezza e possono partire da 30 centimetri e sino ad un massimo di 60 – 70. Sempre in riferimento alla lunghezza dei calamenti ci sono diverse scuole di pensiero in Europa. Se, per esempio, analizziamo ciò che fanno i nostri colleghi oltre confine, scopriamo che i portoghesi e gli spagnoli amano la linea longa. Si tratta un calamento scorrevole a cui viene applicato (nella parte al di sotto del piombo) un bracciolo molto lungo che talvolta supera i tre metri. È chiaro che questa è una soluzione che si può adottare in caso di mare calmo, in fondali accentuati e utilizzando canne che siano lunghe anche cinque metri, indispensabile per poter lanciare l’ingombrante calamento con una certa sicurezza. In conclusione, posso affermare che non esiste una misura standard dei calamenti, né tantomeno un diametro ideale. Piuttosto, è opportuno realizzare le proprie montature tenendo conto di ciò che si vuol fare e di cosa si intende insidiare.

Antonio Mele

Pesco abitualmente a La Caletta, lungo la costa orientale Sarda. Pesco in mare fin da ragazzino, quando le canne erano in bambù e la parola surfcasting ancora non si conosceva. Da allora di cose me ne sono successe molte ma la passione per la pesca si è sempre accresciuta portandomi anche a diventare teste dell'azienda Pesca Fishing Shop per i prodotti del marchio Italiano Surfitaly che per me sono quanto di meglio oggi un pescatore possa desiderare.